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Percorsi nel Trentino Orientale

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Arrivati a Rovereto se ci spostiamo in via San Maria, possiamo notare ai numeri civici 19-21 la lapide affissa sulla ex casa di Fabio Filzi, imboccando poi Viale Schio e successivamente Viale Zugna saliamo fino ad arrivare restando sempre sul fianco sinistro della Vallarsa  al paese di Albaredo  dal quale parte la ex camionabile militare che sale verso Malga Zugna passano sotto la vetta dello Zugna Torta. Arrivati con la macchina fino alla Malga possiamo proseguire a piedi fino a Coni Zugna a quota 1856 mt.  

Superato Rovereto e attraversato il ponte di ferro sull'Adige ricostruito dagli italiani nel 1919 (da poco rimodernato)dirigendosi verso Riva del Garda arriviamo al comune di Mori, paese colpito molto duramente durante il conflitto,infatti esse fu prima saccheggiata e devastata infine bombardata, riducendola così in un ammasso di rovine, al giorno d'oggi osservando in direzione di Monte Albano si possono notare ancora le tracce delle linee italiane. Arrivati all'incrocio per l'altipiano di Brentonico si sale verso Tierno, Besagno, Castione e Crosano paesi completamente ricostruiti dopo la guerra. Arrivati a Brentonico proseguiamo verso San Giacomo per poi scendere di nuovo verso Corna Piana e Monte Vignola e passo San Valentino.

Nella zona sovrastante Ala si trova Passo Buole, l'accesso a questa ex - zona di guerra era costituito al tempo da tre strade. La prima, oggi impraticabile, era percorsa all'epoca soprattutto dagli autocarri, penetrava direttamente nella Val Ronchi passando lungo i margini del torrente Ala per poco più di un chilometro quindi saliva a esse verso Pozzo Basso poi Pozzo di Mezzo e infine Pozzo Alto per arrivare poi sotto Culma Alta passando per Malga Perubia e per il Passo del Gatto che sbocca nella Valle del Gatto1 e poi proseguiva diritta verso Passo Buole.

La seconda strada anch'essa attualmente non percorribile partiva da Ala e portava prima a Marani fiancheggiando oramai i resti del trincerone, sale a svolte sulle pendici di monte PIanezzuolo passa per la gola di Fusi e superato il torrente di San Valentino prosegue per il fondo valle, con alcune interruzioni dovute soprattutto alle piene del torrente, quindi riprende a salire a zig-zag fino al Passo Buole successivamente si arriva a Corni presso Coni Zugna. 
L'ultima via di accesso al Passo Buole è anche l'unica che si può percorrere oggi e si tratta della vecchia mulattiera che subito dopo Marani attraversa il torrente di San Valentino e sale verso il promontorio di San Valentino  passando per la chiesa omonima  quindi prosegue in mezzo ai boschi toccando Prabubolo da dove è possibile ammirare il panorama su tutta la Vallagarina.,  mentre  sotto il Passo Buole sbocca sulla strada proveniente dal fondo valle che conduce al valico2.

Lasciandosi alle spalle Ala arriviamo al paese di Santa Margherita, dall'altra parte del fiume Adige invece si intravedono Pilcante e Santa Lucia, al termine del conflitto di tutti questi abitati restavano soltanto un mucchio di macere sulle quali con il passare degli anni sono sorte nuovi edifici. Da notare all'altezza di Serravalle e Chizzola1, situate una a sinistra dell'Adige e l'altra  destra,  il naturale restringimento della Vallagarina, infatti Serravalle sorgeva proprio sullo sperone roccioso che discende dal Monte Zugna , dopo la guerra è stata ricostruita più a sud nel piano, mentre Chizzola si trovava all'imbocco della Val di Sorne sulla via di accesso all'Altipiano di Brentonico.
Qui nel 1916 le truppe della Ia Armata respinsero gli austriaci da Santa Margherita. Osservando con attenzione è possibile vedere ancora i segni lasciati dal conflitto, le varie grotte e caverne scavate nelle montagne sovrastanti era l'ideale nascondiglio per cannoni di piccolo calibro, bombarde o nido di mitragliatrici. Proseguendo verso nord il fianco della montagna che ci appare brulla era percorsa  dal basso in alto da trincee e da camminamenti corrispondenti. Il 29 ottobre 1918 il capitano austriaco Ruggera proceduto da due trombettieri  con bandiera bianca si presentava proprio allo sbarramento di Serravalle lungo la ferrovia presso il casello ferroviario T2 vicino alla trincea del Gufo per consegnare la lettera che avrebbe dato inizio alle trattative per l'armistizio.

Percorrendo la vecchia strada attualmente una mulattiera che porta alla cima del monte Altissimo  si arriva a quota 2070 mt e al rifugio Damiano Chiesa. L'Altissimo fu conquistato dagli alpini della 3a Brigata comandata dal Gen.Cantore il 25 maggio 1915, nelle vicinanze del rifugio è possibile notare ancora oggi le rovine di trincee franate, baraccamenti e camminimamenti che testimoniano il passaggio della guerra in queste zone. Posizione altamente strategica soprattutto come osservatorio, infatti da qui l'artiglieria italiana riusci a controllare, successivamente anche  a colpire, alcuni capisaldi della difesa austriaca, dalla Zugna Torta al Biaena, al Creino, al Brione, al Tombio e alla Rocchetta, oltre a poter osservare i movimento del nemico dalla conca di Rovereto alla zona di Arco e Riva.

Appena varcato il vecchio confine situato a Borghetto si possono individuare osservando con attenzione i segni di un conflitto che ha interessato  sin dal 1915 il territorio della Vallagarina.

Il 27 maggio 1915 il generale Cantore occupa Borghetto e allo stesso tempo Avio e Vò. Da qui è possibile notare la strada che all'epoca era sterrata e congiungeva la Valle dell'Aviana con quella di Ferrara - Brentonico. Avio sin dall'inizio dei combattimenti era sede dei comani e di ospedali oltre che di magazzini militari, senza dimenticare che il 29 ottobre 1918 presso  villa Pellegrini  - Malfatti, sede del comando della 26^a Divisione furono ricevuti e intrattenuti alcuni parlamentari austriaci che firmarono poi l'armistizio. 

Usciti da Rovereto su Via Vicenza si imbocca la Valle del Leno che oramai non presenta quasi più nessuna traccia delle numerose opere belliche presenti durante il conflitto, infatti attualmente la zona è completamente ricostruita e assai differente rispetto ad inizio '900. Superata la galleria  a sinistra troviamo la strada verso Terragnolo e si arriva sul ponte di San Colombano dopo di chè proseguendo verso l'interno arriviamo in Vallarsa. 
Il primo paese che incontriamo sulla strada è Spino, un piccolo gruppo di case che furono tutte erette successivamente al confilitto visto che come quasi tutti i paesi di questa valle furono completamente distrutti durante la guerra. Sulla sinistra troviamo la strada che ci porta verso Pozzacchio e verso il forte omonimo.  
Inoltrandosi sempre di più nella Valle arriviamo a Valmorbia dove ci si trova davanti ai resti di un altro caposaldo della difesa austriaca il forte di Matassone, superato Zocchio arriviamo ad Anghebeni dove esiste un cimitero di guerra austro-ungarico1. Nelle vicinanze troviamo una lapide posta all'inizio della ex mulattiera per il monte Trappola a ricordo di Cesare Battisti. Sul fronte opposte si può notare la strada proveniente da Albaredo che prosegue poi verso Passo Buole e Cima Mezzana, mentre continuando la salita arriviano a Fozi e poi Raossi dove troviamo un'altro cimitero militare austro-ungarico2.


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Il Caposaldo Austro-Ungarico del Nagià Grom 1914-1918 Sito Ana Mori

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