Accenni Storici
"Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo" (A.Einstein)
I Campi di battaglia oggi
"La storia nostra è storia della nostra anima; e la storia dell’anima umana è la storia del mondo." (B.Croce)

Laguerra

Scenari e cronologia del conflitto in terra trentina
"Ho lasciato la mamma mia...l'ho lasciata per fare il soldà..." (Anonimo)

GLi Eserciti

GLi Eserciti e le forze in campo
"Il cosiddetto Dio degli eserciti è sempre dalla parte della nazione che ha la migliore artiglieria e i migliori generali." (E.Renan)

PDF
Stampa
E-mail
Storo (Ca' Rossa) - Bezzecca
carossastoro1913
Ca' Rossa presso Storo 1913 

Il nostro percorso parte dalla località Ca' Rossa, dove recentemente ci sono stati dei lavori per abbattere i resti dell’antica osteria e casa di dazio, situata nei pressi dell’abitato di Storo. In questo luogo, dove convissero un’ osteria e gli alloggi degli ufficiali italiani durante il primo conflitto mondiale, situato appena prima del ponte sul fiume Chiese. Avanzando sulla destra e superando il ponte, si giunge proprio nell'abitato di Storo. Durante la Grande guerra Storo ospitò una serie di comandi e magazzini mentre la popolazione fu evacuata per volere dell’esercito austro-ungarico.

La strada principale, distrutta in parte dagli austriaci quando abbandonarono il paese, si dirige verso la Val D’ Ampola. Durante il conflitto si sarebbero potuti vedere una serie di appostamenti di guerra, caverne e sbocchi di strade militari. Attualmente solo osservando attentamente il ciglio della strada si possono intravedere le testimonianze presenti.

Superata la fortezza d’Ampola1 utilizzata e distrutta nel 1866, si arriva ai ruderi di quella che fu l’Osteria della Tolla, sede di comando di brigata, e poco dopo il laghetto, dove oggi è presente il biotopo, si intravede il bivio della strada per passo Tremalzo, costruita proprio durante la guerra. Al termine della Val D’Ampola, al Dosso della Pale si trovava una lapide di granito dedicata alla 1454a compagnia mitraglieri Fiat Garda formato in gran numero da soldati provienti dalla Sardegna.

 

Arrivati a Tiarno di Sopra, il primo paese della Valle di Ledro, devastato2 e distrutto durante il conflitto, intravediamo anche Tiarno di Sotto, con il suo alto campanile, ai piedi del monte dei Pini. Su questo monte è possibile intravedere i resti di alcuni sentieri militari, nella stessa zona esisteva anche un cimitero di guerra, successivamente rimosso, con le Salme italiane traslate presso l’Ossario di Castel Dante a Rovereto(Tn) e quelle austro-ungariche nel cimitero austriaco di Bondo.3 

Bondo-Cimitero_di_Guerra2
Cimitero austriaco di Bondo

Restando sulla strada principale si supera lo sperone roccioso del monte Plagna, nido delle artiglierie italiane e si può osservare il monte Vies, punto avanzato dalla conquista italiana, e monte Cadria baluardo della difesa austriaca.

Allo sbocco di valle Concei, ecco  Bezzecca, celebre per la storica battaglia dei garibaldini del 1866. Il paese venne ripetutamente bombardato durante la scontro dalle artiglierie austriache di Bocca di Trat , del Tomeabrù, del Monte Pari e di Cima D’oro. Poco distante troviamo il Colle di Santo Stefano, che si raggiunge dalla piazza in pochi minuti, passando in mezzo alla zone dove erano presenti ricoveri, trincee, camminamenti e caverne dove risiedevano anche le ridotte4 costruite in gran parte dal 7° bersaglieri, che per primo occupò la zona. A sinistra della strada, una lapide ricorda la medaglia d’oro Federico Guella5. Su tutto il colle si trovano i camminamenti e le trincee italiane, ottimamente conservate e percorribili per centinaia di metri. L’antica chiesa completamente ricostruita custodisce le spoglie di soldati garibaldini e dei caduti della Grande guerra, oltre a quelle di Federico Guella.

Dalla vetta del Dos, si può ammirare la valle di Concei, allora tormentata da bombardamenti e percorsa da trincee, oggi le tracce sono poco visibili, oltre ai paesi di Locca, Enguiso, Lenzumo, quest’ultimo incendiato interamente dagli austriaci nel novembre del 1915.

bezzecca1919
Bezzecca 1919

Da questo punto è possibile ammirare le sovrastanti cima della Rocca e del monte Caret, su cui erano collocate le prime linee italiane, mentre a levante il Tomeabrù , il Parì, la Cima d’Oro, capisaldi della difesa austriaca, la Cocca, Costa di Salò (posizione avanzata italiana); di fronte a al visitatore invece si possono invece vedere Pieve di Ledro con il suo lago, il monte Carone, il monte Notta Prà della Rosa e San Martino, prime conquiste degli italiani e poi tramite fortificazioni, linee di resistenza.

Infine a ponente troviamo monte Corno, Casetta Zecchini e monte Naè luoghi dove erano appostate le artigliere italiane.

 

 

1. […]Quando l’automobile imboccò la Valle d’Àmpola, sotto il fortino, il saluto all’augusto visitatore fu dato dai territoriali del 232° battaglione napoletano, in modo strano. Questo battaglione occupa i primi baraccamenti, ed ha costruito le sue latrine sopra un piccolo poggio, proprio all’imbocco della valle, in modo che il primo sguardo del visitatore non può incontrare uno spettacolo più edificante. Perché quelle latrine hanno liberi avventori in tutte le ore. Si sa, in sul mattino avventori ce ne sono di più; e il re vide quel poggio popolato di gente sbracata, che eseguiva le sue... funzioni con una tranquillità filosofica, in tutte le positure.[…] tratta da Lettere dal fronte della Valle del Chiese - 1915-16. di G. Poletti, Storo 2008 ed. Ass. Chiese)

2. L’esercito italiano ed austro-ungarico si disposero frontalmente lungo il tracciato orografico che si distende dalla gola dell’Ampola alla Valle di Ledro. Nell’autunno del 1915 l’esercito italiano si spinse oltre il confine politico con l’obiettivo di controllare il fondovalle. Per volere dell’esercito austro-ungarico la popolazione ledrense fu evacuata e deportata in Boemia. I paesi abbandonati furono presi di mira dalle opposte artiglierie e vennero saccheggiati dai militari; alla fine delle ostilità risultarono in buona parte distrutti: Biacesa, Pre, Molina, Legos, Mezzolago, Bezzecca furono pesantemente danneggiati. G. Fioroni, La Valle di Ledro nella prima guerra mondiale 1915-1918, Museo Storico Italiano della Guerra, Rovereto 1988 M. Ischia, A. Tamburini, Sulle orme del tenente Hecht. La linea difensiva austro-ungarica nella Grande Guerra, dalla cintura dei forti di Lardaro alla vetta del Cadria, Temi, Trento 2009 D. Riccadonna, M. Zattera, Sentieri di confine. L’Alto Garda e Ledro nella Prima guerra mondiale. Personaggi da conoscere e percorsi da rivivere, Quaderni dell’Associazione Riccardo Pinter, Riva del Garda 2008

3. Il cimitero, fatto costruire a partire dal 1916 per iniziativa del comandante austriaco Theodor Spiegel, ospita 697 salme di soldati (5 ignoti) e presenta una struttura architettonica di grande interesse.

4. fortificazioni temporenee nel gergo militare

5. Medaglia d’oro al valor militare; la medaglia gli venne assegnata alla memoria, per aver partecipato ed essere morto nel corso dell’attacco a Castel Dante a Rovereto tra il 25 ed il 28 dicembre 1915.

 

Attività Siti Amici

In questa sezione segnalaremo eventuali eventi o riunioni organizzate sulla Grande Guerra in Trentino spedite dalle varie associazioni.

Grazie per la collaborazione

Rassegna fotografica
Il Caposaldo Austro-Ungarico del Nagià Grom 1914-1918 Sito Ana Mori

Siti amici

Banner

Seguici su Facebook

Siti amici

Banner