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"Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo" (A.Einstein)
I Campi di battaglia oggi
"La storia nostra è storia della nostra anima; e la storia dell’anima umana è la storia del mondo." (B.Croce)

Laguerra

Scenari e cronologia del conflitto in terra trentina
"Ho lasciato la mamma mia...l'ho lasciata per fare il soldà..." (Anonimo)

GLi Eserciti

GLi Eserciti e le forze in campo
"Il cosiddetto Dio degli eserciti è sempre dalla parte della nazione che ha la migliore artiglieria e i migliori generali." (E.Renan)

Il 1915
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Il presentimento austriaco

L'impero austriaco già dai primi mesi del 1915 sembrava aver intuito che le estenuanti trattative diplomatiche con il regno d'Italia non avrebbero portato nessuna soluzione positiva. Proprio per questo già dal gennaio del 1915 nelle zone di confine iniziarono a sorgere una serie di costruzioni a difesa del territorio con l’intento di creare uno sbarramento che potesse resistere al più a lungo possibile alle offensive nemiche con un numero esiguo di soldati .

Questa serie di costruzioni modificarono rapidamente e  profondamente la fisionomia dei paesaggi e dei paesi interessati.

 
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I Trentini amici o nemici?

Ancora prima della ufficialità della dichiarazione di guerra, il governo austriaco si trovò di fronte ad una nuova problematica da gestire, gli abitanti del Trentino a questo punto non potevano più restare nelle proprie case visto che in breve tempo in quelle zone ci sarebbe stata la linea del fronte, per questo motivo fu emanata un'ordinanza di evacuazione immediata del sud Tirolo.

 

 
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I trentini profughi prigionieri

Abbiamo premesso che molti trentini furono costretti ad abbandonare le loro case per volere delle autorità austriache,  ma cosa successe a tutta quella gente costretta a lasciare i luoghi d'origine?

 

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Profughi a Wagna, in questo caso istriani
Gli austriaci avevano da tempo organizzato l’'evacuazione del sud Tirolo, in Austria e in Cecoslovacchia erano attivi da tempo dei campi di internati e alcune abitazioni di fortuna pronte ad ospitare la nuova ondata di profughi colpiti dalla guerra, nomi come Pattendorf, Leibnitz, Wagna, Branau, Mitternddorf e Katzenau sono tra le tante località straniere che resteranno indelebili nella memoria trentina e italiana.

Inoltre non tutti arrivarono ai campi, già al Brennero gli uomini non arruolati nell'esercito ma abili  a compiere lavori manuali dai 16 ai 60 anni venivano inseriti nell'esercito come manodopera  e spediti a lavorare nelle trincee e nelle fortificazioni, il resto proseguiva verso i campi di destinazione ammassati dentro le carrozze da bestiame partite da Rovereto o Trento.
 
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La Germania collabora con l'Austria

Un errore comune è dare  per scontato che con la dichiarazione di guerra del 23 maggio 1915 consegnata all’impero di Francesco Giuseppe si sia contemporaneamente aperte le ostilità anche con la Germania.

In verità dalle interviste rilasciate sui maggiori quotidiani dell’epoca, il governo italiano, per voce del ministro Martini, non aveva nessuna intenzione di entrare in guerra contro la Germania, ovviamente la speranza era che l’esercito del Kaiser Guglielmo I non intervenisse direttamente in soccorso alle truppe austriache, speranza che si spense però ben presto visto che già il 25 maggio dello stesso anno venivano segnalate nel Tirolo meridionale alcune pattuglie da ricognizione della Alpenkorps.
 
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Il mercato delle trattive fallisce

 

I contatti diplomatici tra i due pretendenti prima dello scoppio delle ostilità furono molteplici e sempre  ricchi di astuzie e mezze verità da entrambe le parti.

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Titolo del quotidiano torinese il 24 maggio 1915

Le ragioni di questo comportamento sono numerose, una delle principali consisteva nel fatto che il regno d’Italia cercava di trarre il massimo vantaggio da un improbabile  accordo con gli austriaci visto le significative difficoltà incontrate dalle truppe imperiali su altri fronti dopo alcuni mesi dall’entrata in guerra.

Sul fronte austriaco invece c’era la chiara volontà di non voler concedere allo scomodo vicino  nessuna concessione immediata ma proponendo solo delle promesse da mantenere e onorare al termine del conflitto utilizzando come garante l’imparziale Germania.

 

 

 

 
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In questa sezione segnalaremo eventuali eventi o riunioni organizzate sulla Grande Guerra in Trentino spedite dalle varie associazioni.

Grazie per la collaborazione

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Il Caposaldo Austro-Ungarico del Nagià Grom 1914-1918 Sito Ana Mori

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