Accenni Storici
"Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo" (A.Einstein)
I Campi di battaglia oggi
"La storia nostra è storia della nostra anima; e la storia dell’anima umana è la storia del mondo." (B.Croce)

Laguerra

Scenari e cronologia del conflitto in terra trentina
"Ho lasciato la mamma mia...l'ho lasciata per fare il soldà..." (Anonimo)

GLi Eserciti

GLi Eserciti e le forze in campo
"Il cosiddetto Dio degli eserciti è sempre dalla parte della nazione che ha la migliore artiglieria e i migliori generali." (E.Renan)

Videoteca 1914-1918

video

Alcuni rarissimi video tratti da  film o da video girati direttamente al fronte.

27
Dic 2013
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libro la grande guerra di latta
Giovanni Dalle Fusine - Gianluigi Demenego

LA GRANDE GUERRA DI LATTA

Gli alimenti consumati tra le trincee del primo conflitto mondiale

Vi segnalo questo volume davvero interessante su un argomento specifico della Grande Guerra.
Una breve presentazione del libro inviatami dall'autore:

Nel volume sono analizzati barattoli e cibo conservato in latta, dozzine di scatolette rinvenute sui fronti della guerra 1914 – 1918, circa 600 chilometri di linee interrotti in modo discontinuo da valli, pascoli montani, e irte pareti di roccia. Un ampio territorio che può essere setacciato alla guisa di un deposito di meravigliosi reperti, o almeno ritenuti tali da chi ha fatto di questa passione motivo di studio e raccolta.

Più di 100 immagini supportate da esaustive informazioni su ogni singolo pezzo rimandano il lettore agli anni del loro consumo, all’apertura dei coperchi procurata dalle chiavette in dotazione, o, più spesso, dalla punta di coltelli e baionette.

 
29
Ott 2013
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carossastoro1913
Ca' Rossa presso Storo 1913 

Il nostro percorso parte dalla località Ca' Rossa, dove recentemente ci sono stati dei lavori per abbattere i resti dell’antica osteria e casa di dazio, situata nei pressi dell’abitato di Storo. In questo luogo, dove convissero un’ osteria e gli alloggi degli ufficiali italiani durante il primo conflitto mondiale, situato appena prima del ponte sul fiume Chiese. Avanzando sulla destra e superando il ponte, si giunge proprio nell'abitato di Storo. Durante la Grande guerra Storo ospitò una serie di comandi e magazzini mentre la popolazione fu evacuata per volere dell’esercito austro-ungarico.

La strada principale, distrutta in parte dagli austriaci quando abbandonarono il paese, si dirige verso la Val D’ Ampola. Durante il conflitto si sarebbero potuti vedere una serie di appostamenti di guerra, caverne e sbocchi di strade militari. Attualmente solo osservando attentamente il ciglio della strada si possono intravedere le testimonianze presenti.

Superata la fortezza d’Ampola1 utilizzata e distrutta nel 1866, si arriva ai ruderi di quella che fu l’Osteria della Tolla, sede di comando di brigata, e poco dopo il laghetto, dove oggi è presente il biotopo, si intravede il bivio della strada per passo Tremalzo, costruita proprio durante la guerra. Al termine della Val D’Ampola, al Dosso della Pale si trovava una lapide di granito dedicata alla 1454a compagnia mitraglieri Fiat Garda formato in gran numero da soldati provienti dalla Sardegna.

 
05
Mag 2013
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MORI(TN) - Segnalo questa importante manifestazione che si terrà nei pressi di Mori in provincia di Trento, organizzata dal Gruppo Alpini (Remo Rizzardi) di Mori insieme con il Gruppo Storico Trentino, nei giorni 25 e 26 maggio 2013, l'inagurazione di un monumento commemorativo per gli Standschutzen.

Il caposaldo del monte Nagià Grom venne costruito a partire dalla primavera del 1915, ma subì ampliamenti e modifiche per tutta la durata della guerra. Venne realizzato come parte integrante del sistema fortificato campale a difesa del territorio compreso tra Riva del Garda e la Vallagarina: permetteva infatti di sorvegliare gli accessi alla Val di Gresta dalla Valle di Loppio e dalla Vallagarina.

Assieme al vicino monte Faé rappresentava il perno della linea difensiva del "sottosettore 4a" (monte Biaena); con le postazioni "Costa" e "San Rocco" formava un "gruppo di combattimento" (Kampfgruppe) autonomo, dotato di 4 mitragliatrici, due cannoni da 9 cm M.75/96 e due cannoni da montagna da 7,5 cm M.15.

Inoltre erano presenti lanciamine (Minenwerfer) ed un riflettore da 60 cm. Nell'estate del 1915 il caposaldo era presidiato da un plotone di fanteria (cinquanta soldati al comando di un cadetto aspirante ufficiale) e da un distaccamento d'artiglieria.(continua sulla fonte.http://www.anamori.org/trinceenagiagrom)

Brochure Nagià Grom per i visitatori - Volantino Manifestazione

 
17
Apr 2013
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"Ho lasciato la mamma mia, l'ho lasciata per fare il soldà, tapum tapum tapum "
imboscato2
Vignetta  L' Imboscato (foto tratta da La Tradotta)

Questa frase così celebre, che per anni nel collettivo degli italiani ha significato il dolore e lo strazio della partenza verso il fronte di guerra, in realtà per alcuni rappresentò soltanto un'altra canzone da canticchiare in piazza o a passeggio nelle retrovie.
Quando l'Italia iniziò la mobilitazione generale, si presentò immediatamente un problema riguardante a chi doveva partire per le armi e in che ruoli, e chi invece poteva resta comodamente a casa lontano dalle insidie del fronte.
L'uso della "raccomandazione" si diffuse velocemente, coloro che potevano godere di conoscenze importanti o di cospicui finanziamenti alle spalle finirono per vivere la guerra da posizione privilegiate o addirittura in modo marginale, i rampolli Pirelli, Agnelli o i figli di Solandra per citarne alcuni.

Ecco così che il termine "Imboscato" durante la guerra acquistò un significato diverso, non più colui che si nasconde in un bosco per sventare un attacco al nemico, ma piuttosto colui che fa in tutti i modi di scappare, di sottrarsi al servizio di guerra e dal pericolo, restando nelle retrovie oppure nascondendosi in grotte e caverne.
Nel gergo della truppa, tramite alcune testimonianze dirette o dei giornali di trincea, furono usati anche altri termini ironici, salesiani, ciclamini, filugelli.

Ovviamente il concetto di imboscato era differente in base alle situazioni vissute. Per chi stava in una trincea particolarmente esposta considerava imboscato coloro che occupavano una posizione meno pericolosa, coloro che combattevano sul fronte del'Isonzo giudicavano imboscati i fanti della armate schierata tra lo Stelvio e la Carnia: le chiamavano le armate della salute, e la prima armata, che per il primo anno fu chiamata a causa del poco utilizzo, con l'appellativo di Serenissima.Per i fanti erano imboscati gli artiglieri, e per l'intero esercito erano imboscati tutti gli italiani che non si trovavano sul fronte di guerra.

Il fante di trincea sembra avesse diviso l'esercito in quatto categorie:
1. I fessi come lui che combattevano in prima linea.
2. I fissi presso i comandi da quello di divisione in su
3. Gli italiani nelle retrovie
4. Gli italianissimi all'interno del Paese.

 
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Attività Siti Amici

In questa sezione segnalaremo eventuali eventi o riunioni organizzate sulla Grande Guerra in Trentino spedite dalle varie associazioni.

Grazie per la collaborazione

Rassegna fotografica
Il Caposaldo Austro-Ungarico del Nagià Grom 1914-1918 Sito Ana Mori

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